fbpx

Prenota subito la tua consulenza gratuita! Chiama Annalisa al 333 495 5904 o Carla al 329 9821470

Mettiti nei suoi panni

Ti sei mai messo le scarpe di papà quando eri piccolo?

O provato a mettere il rossetto di mamma, guardandoti allo specchio ed immaginandoti adulta?

Penso di si, ed era divertente vero?

A cosa serviva? Credo che fosse un gioco, ma anche un modo inconscio di sperimentare come si sta “da grandi”.

Ecco i bambini lo fanno. Lo fanno di immedesimarsi nei panni degli altri.

Dovremmo farlo anche noi adulti! 😉

Non certo indossando i loro abiti, ma con altre strategie. Seguimi!

Anche tuo figlio, come ognuno di noi, ha la sua mappa del mondo, cioè interpreta la realtà in modo soggettivo, secondo la sua sensibilità, le esperienze che ha vissuto fino a quel momento, l’ambiente che lo ha forgiato.

E’ importante ricordarci che:

  1. Anche se è “sangue del tuo sangue” non è detto che veda, senta, percepisca gli eventi esattamente come te.
  2. Ha sicuramente meno pratica di vita di quanta non ne abbia tu, quindi non può aver maturato la tua saggezza.
  3. Ascoltalo con attenzione, e non pensando già alla risposta che vuoi dare, anche se è quasi certamente la migliore risposta possibile.
  4. Togli i tuoi filtri e resisti alla tentazione di criticare o giudicare appena inizia a parlare, se vuoi che continui a confidarsi con te.
  5. Osserva il linguaggio del corpo quando affronta un argomento specifico, in particolare come gesticola, se indietreggia o abbassa lo sguardo citando alcune situazioni o persone, se arrossisce o cambia il tono e volume della voce, memorizza bene i nomi dei suoi amici e chiamali come li chiama lui, usa le sue stesse parole, la sua lingua, ma senza scimmiottarlo o metterlo in ridicolo. Il nostro corpo comunica in maniera più esaustiva rispetto alle nostre parole.

Per facilitarti il compito, ritorna con la mente a quando eri adolescente, a come vivevi il rapporto con lo studio, col sesso, con le competizioni e tutte le difficoltà che hai vissuto in quel periodo.

Ora magari ci sorridi su, ma personalmente mi ricordo che un foruncolo sul naso era una catastrofe colossale ed una confidenza trapelata era un affare di stato! 😀

Ascolta, rispetta i silenzi, nota il linguaggio del corpo, nota i cambiamenti, calibra.

Attraverso la calibrazione o osservazione senza giudizio, possiamo metterci nei suoi panni, attivando i neuroni specchio, responsabili dell’empatia, e comprendere meglio le emozioni che lo stanno attraversando o i sentimenti che prova.

Sperimentalo e poi fammi sapere nei commenti!

Condividi l'articolo con chi vuoi 😉

Prenota la tua sessione GRATIS

Book a free session