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Scacchi

PREADOLESCENZA

Articolo di
Carla Favazza

Scacchi

PREADOLESCENZA

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Reparto di Pediatria, ospedale di Verona.
Faccio il mio turno di volontariato: gioco coi bambini.
Non amo usare giocattoli veri e propri.
 
Amo proporre ai ragazzi di usare la fantasia, di inventare cose, di costruire storie, di usare ciò che porto nella mia borsa magica: carta, forbici, colla.
Giorgio, un ragazzino di circa 13 anni mi chiede: “Carla, ce gli hai gli scacchi?”
 
Rispondo: “No, ma … possiamo farli! Insieme con gli altri bambini, e poi tu ci insegni a giocare. Ti va?” 
E così ci mettiamo tutti insieme: adolescenti, piccoletti ed io.
Chi guarda, chi disegna, chi ritaglia, e Giorgio che dirige i lavori! 
 
Alla fine abbiamo fatto una scacchiera, un po’ sbilenca, ma molto creativa, una bimba ha colorato le Regine che hanno più rossetto di Coco Chanel, i Re sono semplicemente una corona, e le pedine che non sapevamo come disegnare sono dei pezzi di carta con su scritto “Alfiere”! 
 
E Giorgio ci insegna a giocare.
Gioca lui contro tutti, e gioca anche dalla parte degli avversari, che non sappiamo le regole, e lui ci dice che mosse fare!
 
CHE MERAVIGLIA!!!!! 
 
Abbiamo imparato un sacco di cose:
  • la necessità aguzza l’ingegno;
  • la fantasia non ci manca;
  • l’importante è giocare;
  • il re ufficialmente comanda, ma è la regina ad avere il maggiore potere d’azione! 😉
 
Si può apprendere molto da un gioco, i ragazzi sono pieni di risorse, dobbiamo solo creare le situazioni per permettere loro di esprimerle.
Infine, ogni volta che un re perde, lo possiamo far rialzare ed incominciare una nuova partita.
 
Così funziona anche nella vita: si può cadere, ma poi ci si rialza per ricominciare!
… vado a spostare il mio cavallo, che il re è in pericolo!
Al prossimo articolo. 
Vi amiamo un bel po’.
E amiamo i vostri figli.
Picture of di Carla Favazza

di Carla Favazza

Ho vissuto tanti errori dell’adolescenza, alla ricerca del mio equilibrio e oggi voglio essere uno strumento d'aiuto per le famiglie.

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Oggi spesso si abita da una parte, si va a scuola o al lavoro in quartieri o anche in città diverse, i nonni non abitano con noi e siamo da soli.

Abbiamo bisogno di confrontarci ed acquisire nuovi strumenti come adulti, genitori ed educatori, per permettere una crescita armoniosa di bambini e ragazzi.

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